Deborah e Katherine
Nell’arco di 14 anni sono stati moltissimi i volontari passati qui a Torre argentina, alcuni per poche settimane, altri per anni. Siamo immensamente grati a tutti coloro che hanno voluto regalare ai nostri gatti la cosa più preziosa che abbia un essere umano: il suo tempo. Alcuni di loro hanno però lasciato un ricordo indelebile, per il tempo che hanno trascorso con noi e per la validità e costanza del loro apporto... Nel breve arco di tre mesi due delle nostre più valide amiche ci hanno lasciati per altri lidi. Vogliamo fare loro un omaggio, parlandovi di quello che hanno fatto per noi, della loro dedizione instancabile, della generosità immensa con cui hanno dato alla nostra iniziativa la loro opera, il loro ingegno, la loro sagacia. E’ difficile comunque rievocare anni e anni di dedizione, durante i quali erano diventate parte integrante della nostra organizzazione, per non parlare dei legami di amicizia e di stima personali. Per noi perderle è come essere stati privati di un organo vitale. C’è solo da sperare in un trapianto…
Il coraggio di Deborah
Faceva parte di Torre Argentina da dieci anni al punto che non ricordo nemmeno più come ci sia arrivata. C’era e basta, come le colonne, i capitelli, i pini, i gatti. Italo-americana, era preziosa in mille modi: per parlare con i turisti con i quali stabiliva subito una corrente di amicizia e simpatia, per curare il coordinamento dei volontari stranieri, i rapporti con le benemerite strutture straniere che ci appoggiano, con i giornali e le televisioni straniere che ci contattano in continuazione, e con alcune scuole di Roma dove teneva dei corsi propedeutici per l’educazione dei bambini all’amore per gli animali. In una parola, curava tutte le nostre pubbliche relazioni. Ma non solo. Era instancabile nell’organizzare le nostre manifestazioni, che ci costavano almeno quattro mesi ogni anno di fatiche, anche fisiche, preparatorie, di cui si assumeva una gran parte, senza risparmio. E certo dimentico molte altre cose. E’ difficile ricordare tutto di una persona con cui si è praticamente condivisa la vita. Ogni giorno sentiamo la mancanza del suo buonumore, della sua bontà, della sua intelligenza. E ci viene in mente qualche episodio di cui è stata protagonista, qualche impegno che si era assunta e che ora è più difficile realizzare.
La dolorosa storia di Nelson, uno dei primi gatti di cui ci prendemmo cura, le diede l’idea di scrivere un delizioso libro per bambini in Inglese ed in Italiano che ottenne un premio dalla Provincia di Roma per il miglior progetto in ambito animalista nel 1998. Questo libro è in continua ristampa, richiesto com’è dagli amici che vengono a trovarci.. Le illustrazioni del libro sono dovute ad un’altra ammirevole volontaria, una pittrice inglese che vive qui a Roma.
L’anno scorso, purtroppo, Deborah fu colta da due dolorose perdite, del marito e del padre nel volgere di pochi mesi. La ammirammo ancora di più per la sua forza morale e per l’equilibrio nel fronteggiare questa difficilissima situazione. Ma la morte del suo compagno di vita recideva le radici che la tenevano ancorata qui a Roma. Deborah decise di adempiere ad una delle volontà del suo defunto marito, che era stata quella di traslocare in una città della Costa Azzurra. E’ lì che Deborah si è trasferita per un anno sabbatico nella sua vita. Noi le auguriamo tutto il bene possibile in questo suo “esperimento” e la ammiriamo per il coraggio con cui ha deciso di dare una svolta alla sua vita. Non tutti ne sarebbero capaci. Siamo sempre in contatto con lei che si segue ancora, sia pure da lontano. Ma oggi Internet ha annullato le distanze. Basta un’email e Deborah è ancora con noi.
L’energia di Katherine
Ogni volta che vedo Katherine, mi viene in mente il ciclone Katrina, suo quasi omonimo. Solo che invece di seminare morte e distruzione, l’uragano Katherine organizza, aggiusta, cura, allevia, prevede e provvede.
Moglie di un funzionario dell’Ambasciata Americana, Katherine ci scoprì nel 2003 e da allora non ci ha più lasciati. Aveva già avuto un’esperienza in un rifugio felino in Abu Dabi, organizzato dall’Ambasciata Americana in quell’emirato, contribuendo non poco alla sua organizzazione e sviluppo. Figuratevi quanto sia stato prezioso per noi questo suo know-how.
Presente almeno cinque giorni la settimana, Katherine, forte della sua ottima conoscenza del computer, si dedicò alla riorganizzazione dell’ufficio e al disbrigo della corrispondenza in Inglese, oltre al contatto immediato con i turisti che vengono a trovarci e che sono sempre felici di trovare qualcuno che dia loro spiegazioni nella loro lingua. Si sentono praticamente a casa.
Saranno molti i nostri amici anglo-americani che sentiranno la mancanza della loro corrispondente.
Instancabile, mentalmente organizzata, con un fortissimo senso pratico e pragmatismo tutto americano trovò mille soluzioni per i nostri problemi.
Ma soprattutto è stata ammirevole come foster-parent per i nostri micetti. Sono decine e decine i gattini che le debbono la vita, tutte le cucciolate, per cui non ci sarebbe stata una speranza di sopravvivenza, che si è portata a casa per dedicarsi al loro svezzamento ed alla loro crescita. Era normale per noi vederla arrivare qui con una gabbietta contenente tre o quattro micetti che si portava appresso per aver modo di allattarli durante la giornata qui a Torre Argentina e poi riportarseli a casa. Non c’era difficoltà che la fermasse, non un peso, che chiunque avrebbe giudicato gravoso, che non le sembrasse leggero.
Un vero e proprio benefico uragano umano. O se preferite un buon cow-boy in gonnella, visto che viene dal Texas…
In questi ultimi giorni di permanenza a Roma stava portando nel rifugio le cose che non potrà portare con sé nella sua nuova casa. Nello scendere le scalette con un carico in mano, non si accorse che c’era l’ultimo gradino da scendere e si ritrovò a terra con una caviglia malamente slogata. Che brutta ricompensa per il suo zelo. Ma figuriamoci se una caviglia slogata riesce a fermarla….
Ma anche gli uragani passano. Suo marito, come avviene a tutti i funzionari di ambasciata, trascorso un certo periodo, viene assegnato ad un’altra sede. Questa volta dall’altra parte del mondo rispetto all’Italia. E così perdiamo Katherine, probabilmente per sempre. E’ un grosso dispiacere per tutti noi e sicuramente anche per lei. Quello che ci consola è che sicuramente, nella nuova terra, Katherine scoverà un rifugio felino da rivoltare sottosopra. E tanti altri gatti, oltre a quelli romani, le dovranno la vita. Ci possiamo contare.