Mascagni, Santorini e Isidor.
Leggendo le nostre storie e storielle di gatti vi sarete resi conto di come e quanto i destini dei felini siano spesso incrociati e interconnessi, proprio come quelli degli umani.
La storia di Mascagni, Santorini e Isidor è solo uno di tanti esempi.
Cominciamo da Mascagni, che arrivò a Torre Argentina a marzo del 2006. Quello che noi sappiamo di lui è tale da far accapponare la pelle. Viveva in una colonia dove, praticamente appena nato, aveva contratto dalla madre un virus che gli aveva colpito gli occhi, come capita ad una quantità di povere bestiole randagie che nascono nei nascondigli più impensabili dove nessuno può dar loro un aiuto Portato troppo tardi da un veterinario a causa dell’infezione che gli aveva devastato gli occhi, solo uno aveva potuto essere salvato. Il dottore non pensa a sterilizzare la bestiola. Alcuni veterinari sono contrari alla sterilizzazione giovanile. Sarebbe stato semplissimo sterilizzare il gattino di due o tre mesi, già che era stato sottoposto all’anestesia per la chirurgia dell’occhio e che avrebbe dovuto essere lasciato in libertà in una colonia felina.. Il micetto cresce e diventa adulto in una colonia dove è l’unico maschio intero in un gineceo di femmine sterilizzate. E’ chiaro che per soddisfare le sue esigenze, è costretto ad allontanarsi dal suo territorio, con tutti i pericoli che ciò comporta. E, infatti, il nostro Casanova incorre in un incidente d’auto durante una di queste sue evasioni “amorose”. Il trauma gli fa perdere l’unico occhio rimastogli. Non solo. La sua attività amatoria promiscua e indiscriminata lo ha reso positivo alla FIV. In parole povere, ha contratto l’AIDS felino. (vedi sul sito la pagina dedicata a questa malattia). Viene accolto a Torre Argentina non potendo, ovviamente, più sopravvivere per la strada.
E poi ci dicono che siamo fanatici perché parliamo continuamente di sterilizzazione, e siamo, in toto, favorevoli alla sterilizzazione giovanile. Del resto, ora, molti veterinari si stanno aggiornando, fortunatamente..
Mascagni, quindi, comincia la sua vita di pensionante qui al rifugio. E’ un gatto delizioso. Sembra un orsacchiotto, con quel suo musetto largo e pacioso. Nonostante la sua cecità e le sue disgrazie è sempre di buon umore e attira le simpatie di tutti i visitatori. Però è un gatto a rischio per quel che riguarda la sua salute. La FIV, o Aids felino, è una forma di immunodeficienza che rende le bestiole più vulnerabili a qualsiasi virus o a qualsasi tumore. Per fortuna, non è facilmente trasmissibile in un rifugio dove tutti i gatti sono sterilizzati e sicuramente poco inclini a prendersi a morsi per la conquista della femmina o la difesa del territorio. Si trasmette infatti solo con il contatto contemporaneo di saliva e sangue infetti e, quindi, con il morso profondo, esattamente come è accaduto a Mascagni.
Ovviamente nessun veterinario incoraggerà un suo cliente ad adottare un gatto FIV se in casa c’è già un gatto sano. E’ chiaro che una minima percentuale di rischio c’è, ed un professionista deve prenderla in considerazione. Perciò ci sono poche speranze per il nostro orsacchiotto.
E invece, dopo circa un anno dal suo arrivo, capitano qui due sorelle francesi, due deliziose signore che rimangono così colpite da questo gatto che, ritornate in Francia, dopo averci ben pensato, ci scrivono per chiederci di adottarlo, nonostante tutti i suoi handicap. Sono letteralmente innamorate di lui. Figuratevi la nostra gioia. Iniziamo le pratiche burocratiche per l’espatrio e la voluminosa corrispondenza con le due simpatiche e premurose signore che ci chiedono ogni sorta di chiarimenti e consigli. . Per giunta ci è capitata una fortuna inestimabile. Abbiamo, tra i nostri volontari, un’assistente di volo che può, in caso di necessità, condurre il gatto all’estero, direttamente, o quasi, a casa dell’adottante…
Mancano pochi giorni alla partenza. Mascagni, improvvisamente, dà segni di declino. In tre giorni muore di peritonite infettiva. Probabilmente è la sua positività alla FIV che lo ha reso più vulnerabile al coronavirus, l’agente responsabile della peritonite infettiva felina.
Non c’è bisogno di descrivere il nostro dispiacere e quello delle due signore francesi che stavano preparando tutto il “corredino” per il loro nuovo gatto, stavano sistemando la “stanza” di Mascagni in modo che il povero ciechino potesse trovarsi a suo agio e non stavano più nella pelle per la gioia di avere presto tra le braccia questo dolce batuffolone.
Passa qualche giorno. Poco a poco ci rassegnamo all’idea della sfortuna che ha perseguitato questo povero gatto. Ci sono altre bestiole a reclamare la nostra attenzione. Per esempio, Santorini, che è l’ultimo rimasto di tre fratelli ciechi (gli altri sono Zacinto e Corfù, entrambi già adottati, il primo in Svezia ed il secondo in Olanda). Proviamo a proporre Santorini alle signore francesi per lenire un po’ la loro delusione. . Santorini è anche lui una bella bestiola, tutto bianco, e di ottimo carattere. Le nostre amiche sono delle persone meravigliose e sensibili. Hanno già in casa molti gatti, quasi tutti abbandonati o adottati dai rifugi. Certo, il colpo di fulmine era stato per Mascagni, ma la situazione di Santorini, anche lui cieco, non le può lasciare indifferenti.
Infatti, pochi giorni dopo riceviamo la conferma da parte loro. Non solo; le signore vogliono non uno, ma due gatti, e lasciano a noi la scelta. Che, tra tanti poveri trovatelli, è molto difficile. Tra i tanti bisognosi c’è anche Isidor, un gatto sano senza nessun handicap, tranne quello di essere nero e di aver un carattere un po’ troppo riservato, sebbene molto docile. Animali del genere, di solito, rimangono a Torre Argentina vita natural durante…Decidiamo di dargli una chance. Le signore francesi sono veramente molto caritatevoli e approvano la nostra scelta.
Ora non rimane altro che preparare tutti i documenti e allertare la nostra volontaria assistente di volo, il nostro vero e proprio angelo o la nostra “cicogna” umana… L’unico guaio è che gli angeli volano quando gli pare, mentre il nostro è legato a orari e tabelle di volo. E capita che il giorno del volo coincida con il momento in cui in Francia unfuria uno sciopero generale. E’ difficile descrivere questa giornata di incubo, tra ritardi, rinvii, ingorghi e quant’altro. Basti dire che l’aereo, su cui viaggiano il nostro angelo e le due bestiole, che doveva arrivare a Parigi alle 13, atterra invece alle 17. Le due signore sono lì all’aeroporto di Parigi che aspettano con apprensione almeno da cinque ore, ma quando, finalmente, appare al cancello di arrivo la nostra Monica con le sue due gabbiette, l’emozione dell’incontro è indescrivibile.
Con il loro prezioso carico le nostre amiche risalgono sulla loro macchina e si predispongono al viaggio di ritorno nella loro bellissima Valle della Loira. Viaggio che dura, a causa degli ingorghi colossali dovuti allo sciopero, sino all’una di notte. Quanto a Monica, è già rassegnata a rimanere a Parigi per la notte, quando un volo, che era stato cancellato, viene per fortuna ripristinato e può ritornare a Roma in nottata, stachissima ma felice. Immaginate quale possano essere state le sensazioni delle due bestiole in questa giornata così convulsa, in tanta agitazione per loro inesplicabile e paurosa.
Già dal giorno dopo cominciano ad arrivare notizie e foto. Dopo lo sconcerto del viaggio, i due gatti sono un po’ confusi e diffidenti, ma in una casa così ospitale, e trattati con tanta dolcezza, fanno presto a riprendersi. Ormai sono passati diversi mesi. Ci arrivano continuamente notizie di loro. Si sentono padroni a casa loro, amati curati e coccolati e si sono felicemente scordati di Torre Argentina. Anche Isidor, coccolato con pazienza, è diventato meno timido e reclama, quando le desidera, la sua dose di carezze. Sul carattere e le reazioni di Santorini, una pasta di gatto, non c’era da dubitare.
Le nostre amiche Francesi non si sono mai dimenticate del loro Mascagni e lo ricordano con amore in ogni loro lettera. Anche per noi, che pure ne vediamo tanti, Mascagni è stato un gatto eccezionale, coraggioso e dolcissimo, uno di quelli che si ricordano per sempre. Ha avuto l’onore di un ritratto ad olio, che troneggia nel nostro ufficio e che vi mostriamo. L’autore è Andy, uno dei nostri volontari, che tra le tante altre sue abilità, è anche pittore ed ha saputo cogliere, nella sua opera, lo spirito di questo gatto che traspare dal suo musetto fiducioso.
Un ritratto dovremmo farlo anche alle nostra Monica, ma forse ci ha già pensato Leonardo. Ogni volta che vedo un suo angelo con quelle belle, delicatissime ali piumate pronte a planare, non posso fare a meno di pensare a lei…
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