CENTRO PER LA PROMOZIONE DELLA STERILIZZAZIONE
ASS.NE CULT. COLONIA FELINA TORRE ARGENTINA
Largo di Torre Argentina angolo Via Arenula (scavi archeologici) - 00186 Roma
Tel. e fax 06.45425240 - e-mail: info@gattidiroma.com
Le loro storie
La Storia di Hamlet: il gatto con un occhio solo…ma azzurro!

Cari lettori, per mano di una volontaria di Torre Argentina, sarò proprio io a raccontarvi la mia storia.

Sono sempre stato e sono tutt’ora un gatto buono, affettuoso, che ama giocare con i gatti, ma anche con le persone, e … perfino i cani non mi dispiacciono affatto.

Un brutto giorno, i miei padroni mi lasciarono in una colonia di gatti vicino alla casa di una volontaria di Torre Argentina, come fossi diventato un cartone vuoto di cui sbarazzarsi. Il posto non era bruttissimo e gli altri gatti della colonia mi accolsero volentieri, ma ero spaventato, non sapevo dove andare a dormire, mi mancava l’affetto (!) dei miei ex padroni e mi chiedevo come mai mi avessero abbandonato…(Poi a Torre Argentina ho capito: gli umani una volta l’anno vanno in vacanza ed invece di trovare una sistemazione temporanea sicura per noi gatti, preferiscono buttarci in strada. Per loro è molto più semplice).

Quella notte ero molto stanco e disorientato, mi accoccolai sotto un albero e mi addormentai…non posso dire di aver fatto dei bei sogni.

“Psss…psss…mici!...”…Una voce mi svegliò all’improvviso. Chi poteva essere? Per buona misura mi misi rapidamente in salvo, ma la voce era gentile, l’ aspetto della persona era amichevole e, cosa più importante, portava del buon cibo appetitoso. Capii subito che si trattava di una persona gentile che mi avrebbe aiutato,e mi avvicinai a lei senza più timore. La ragazza mi accarezzò mentre rivolgeva degli apprezzamenti che un gatto per bene come me non può ripetere.

Mise nei piatti del cibo che mangiai con grande voracità; ero veramente molto affamato!

Dopo poco la ragazza scomparve, ma tornò in un battibaleno. Aveva una gabbia in mano, simile a quella con la quale mi avevano abbandonato i miei ex padroni e mi ci mise dentro.

Non potete neanche immaginare come mi sentissi. Non sapevo dove mi stesse portando e perché. Poco dopo arrivammo in una casa.

Ero felicissimo, finalmente avevo di nuovo un divano, del cibo, acqua fresca, insomma tutte le comodità tanto care a noi gatti. Tante persone venivano ogni due minuti a coccolarmi, spazzolarmi e parlarmi con strane vocine! Avevo fatto amicizia anche con i cani della volontaria: Morgan e Lilla.

Però a causa del freddo preso la notte dell’abbandono cominciai a starnutire a più non posso. La volontaria fece il possibile affinché mi riprendessi, mi diede degli antibiotici, mi tenne al caldo e mi fece tantissime coccole, così qualche giorno tornai il bel gattone di sempre. La volontaria decise che era giunto il momento di vaccinarmi.

Passarono altri giorni. Ero felice, ma sentivo che qualcosa stava accadendo…Infatti, un giorno vidi di nuovo la volontaria riprendere la gabbietta , dove entrai di nuovo, sempre più disorientato. Non capivo perché (solo in seguito capii…non avevo trovato una vera casa, ma solo un rifugio temporaneo in attesa che mi rimettessi in salute e fossi completamente vaccinato. Tutto questo non lo ha fatto per cattiveria, ma solo per il mio bene; lei ha già 3 gatti e non può prenderne altri).

Dopo un breve tragitto mi ritrovai a Torre Argentina, un posto pieno di gatti tutti con un passato triste alle loro spalle. Annabella è stata abbandonata dopo molti anni, Alice dopo l’abbandono ebbe anche un incidente e perse una zampa anteriore.

Non sto a raccontarvi altro.

Per non parlare dei cuccioli abbandonati dagli umani!Che invece di sterilizzare i loro gatti pensano soltanto a sbarazzarsi dei cuccioli al più presto e male.

Fui messo di nuovo dentro una grande gabbia e provvisto di cibo e acqua. Ero tranquillo, ma molto triste…col passare dei giorni mi abituai filosoficamente a questa vita, almeno avevo un posto dove dormire, mangiare e dove sentirmi sicuro.

Una mattina arrivò un volontario sempre con la solita gabbietta (le odio!...) e mi portò non so dove, ah si! Dal veterinario, il quale mi visitò e mi fece una puntura, fu quasi divertente: mi sentii completamente rilassato e mi addormentai subito…mi svegliai poco dopo un pochino frastornato e mi chiesi cosa mi fosse accaduto. Un vicino di gabbia mi disse che ero stato sterilizzato per evitare che mettessi al mondo discendenti che avrebbero potuto fare la mia stessa fine…essere abbandonato! Di questo fui molto felice, e presi subito quel volontario in simpatia. Aveva fatto la cosa giusta!

Dopo qualche giorno mi liberarono in una stanza, la cosiddetta “nursery” dove i volontari preferiscono tenermi per sicurezza; visto che ho un occhio solo (anche se azzurro!) hanno paura che, lasciato libero e senza una grande familiarità con il posto, possa attraversare la strada e non vedere una macchina, il che potrebbe costarmi la vita.

In questa stanza gioco con gli altri gatti e dormo moltissimo, ma il momento che preferisco è quando Lia, la fondatrice dell’associazione, entra nella stanza per distribuirci il cibo. Parola. è buono ed abbondante!

Al momento sono ancora nella nursery, e questa è la mia vita.

Ora, se permettete, vorrei esprimere il mio più grande desiderio che credo proprio di meritare:

Vorrei entrare per l’ultima volta nella famosa gabbietta (che fin ora ho odiato) e mettere le mie zampette bianche nella vostra casa, in vostra compagnia e rimanere insieme a voi per il resto della mia vita. Sarei il gatto più felice del mondo e vi darei ogni giorno tanto affetto e tante fusa, in cambio di un po’ di pappa e tante coccole!

Vi aspetto qui a Torre Argentina nella nursery.

Chiedete di Hamlet (Amleto: ho un nome importante, come noterete). Io sarò lì ad aspettarvi!...magari starò sonnecchiando, ma voi non vi preoccupate e svegliatemi, che sarò molto felice di fare la vostra conoscenza!

Miao a tutti! Vi aspetto.

Con affetto felino,

…Hamlet…

Hamlet