CENTRO PER LA PROMOZIONE DELLA STERILIZZAZIONE
ASS.NE CULT. COLONIA FELINA TORRE ARGENTINA
Largo di Torre Argentina angolo Via Arenula (scavi archeologici) - 00186 Roma
Tel. e fax 06.45425240 - e-mail: info@gattidiroma.com
Le loro storie
Ci sono anche storie che hanno un lieto fine…

Achab, Alice e Corfù

Achab, è arrivato da noi completamente cieco. Non sappiamo perché. Quel che sappiamo è che, oltre ad essere non vedente, è, forse per rivalsa, un gatto molto “parlante”. Ci chiama in continuazione ad alta voce dalla gabbia dove è momentaneamente rinchiuso per le cure che il protocollo medico ci impone nei confronti di tutti i nuovi arrivati. Non appena lo prendiamo in braccio, Achab si calma, comincia a fare le fusa e dimostra, in tutti i modi consentiti ad un felino (e sono tanti…) la sua gratitudine per essere fatto oggetto delle nostre carezze. Si può immaginare quanto siamo angustiati per la sua sorte. Achab ha bisogno di essere adottato quanto prima, altrimenti qui sarebbe un gatto veramente infelice, non a causa della sua cecità, ma della sua fame d’amore.

Alice, una bella e giovane micia rossa che a causa di un incidente ha perso la zampa anteriore Ha passato qui la sua convalescenza e si è sempre dimostrata buona e grata per le cure che abbiamo avuto per noi. Certo, all’inizio ha avuto un momento di depressione. La perdita di una zampa anteriore è sempre un grave handicap per un gatto, più di quanto non lo sia quella di una zampa posteriore. Pensate, ad esempio, come deve essere difficile trovarsi a raspare la cassetta non potendo contare sull’appoggio della seconda zampetta Anche un salto diventa più difficile in queste condizioni. Ora sembra che Alice si sia adattata. I gatti hanno risorse “morali” sconosciute agli umani. In ogni caso, anche per lei un’adozione è difficile. Non tutti hanno il cuore di trovarsi accanto un essere sfortunato da accudire. Per molti la pietà è un sentimento difficile da gestire.

Corfù (ed i suoi due fratelli, Santorini e Zacinto) sono tutti e tre completamenti ciechi, tanto per cambiare. Appartenevano ad una coppia di sorelle di una certa età le quali, come spesso capita ad alcune persone per sopravvenuti disturbi mentali, avevano accumulato decine di gatti dentro il proprio giardino. Neanche a dirlo, non sterilizzano nessuno, cosicché i poveracci si moltiplicano senza alcun controllo, né si prendono reale cura di loro, per cui la maggior parte di essi erano ciechi o portatori di tutte le malattie possibili e immaginabili.

Questa particolare “collezione” era così malandata al punto che la Polizia Municipale è dovuta intervenire, dietro segnalazione di persone scandalizzate, con un sequestro in piena regola e con l’avvio in massa degli sfortunati felini presso strutture comunali. Noi ci offrimmo di prendere i più malandati ed handicappati. Ed è così che Santorini, Corfù e Zacinto arrivarono da noi.

Il guaio è che questo tipo di persone non si scoraggia facilmente e ricomincia ad accumulare povere bestie trovate vaganti, cosicché dopo un anno la situazione ritorna allo statu quo. Cambiano soltanto le vittime.

I tre gatti sono stati curati per quanto possibile (la cecità era ormai conclamata) e debitamente sterilizzati. Ora sono qui nell’attesa sempre delusa di un’adozione altamente improbabile. Sono tutti e tre buoni e dolci.

Ed ecco il miracolo. Tre nostre care amiche in Olanda ci scrivono per dirci che a settembre saranno a Roma e che vogliono adottare ciascuna un gatto handicappato. Non hanno preferenze e lasciano a noi la scelta. Fanno parte di un gruppo di persone che hanno giù adottato dei poveri gatti svantaggiati qui da noi ed hanno dato loro una casa e tanto amore.

Non c’è stato bisogno di pensarci sopra. Achab, Alice e Corfù (abbiamo tirato a sorte il suo nome, per non dover scegliere tra i tre fratelli) saranno i fortunati prescelti per andare nel paese dei tulipani. Non c’è bisogno di descrivere le nostra felicità.

Vi daremo ancora notizie su di loro. Fotograferemo il momento felice dell’incontro tra questi gatti e le loro future “mamme” e ve li faremo anche vedere nelle loro case, quando saranno arrivati e avremo ricevuto delle foto.

Achab, Alice e Corfù non sono gli unici gatti (magari fosse così…) che hanno bisogno di essere adottati. Ne abbiamo tanti, alcuni con delle storie che conosciamo, altri che arrivano qui senza particolari precedenti, ma accomunati dalla stessa sfortuna. Piano piano ve li faremo conoscere tutti.

Ed ecco le foto, scattate domenica 9 settembre. Mostrano i tre mici per l’ultima volta a Torre Argentina pronti per il viaggio con le nostre volontarie Lia, Karen e Katherine.

Karen e Katherine li hanno accompagnati all’aeroporto di Fiumicino dove Ellen, Cobie e Veronica, le nostre tre amiche Olandesi, li attendevano .

Queste tre meravigliose persone ci hanno portato medicinali, giocattoli, cibo ed i messaggi di tante altre persone in Olanda che ci seguono da tempo. Sono rimaste con noi per una settimana, guardando i nostri gatti e commuovendosi alle loro travagliate storie.

Un momento di riflessione.

La maggior parte delle nostre adozioni avviene, ovviamente, a Roma, per forza di cose. Ma la percentuale di gatti che vengono adottati all’estero è comunque molto alta. Non c’è bisogno di ripetere come questo rifugio sia frequentato maggiormente e debba all’aiuto finanziario dei turisti stranieri la sua esistenza. E’ pertanto normale che alcuni di loro si innamorino dei nostri gatti e vogliano dare loro un’esistenza più felice e protetta.

Quel che abbiamo notato è la maggior disponibilità degli stranieri nei confronti dei gatti handicappati. Non vogliamo dire che gli italiani non adottino talvolta gatti anche in gravi difficoltà, ma percentualmente non c’è confronto. Forse perché noi italiani abbiamo un senso estetico più sviluppato e vogliamo intorno a noi solo cose belle? Non possiamo e non vogliamo crederci. Sappiamo che il sentimento d’amore per gli animali è una cosa abbastanza recente nel nostro Paese e che non abbiamo ancora una tradizione ben consolidata in questo senso. Tuttavia la quantità di persone che li amano e li tengono presso di sé, dando loro tutto l’affetto che ispirano e meritano, è in continuo e progressivo aumento. Quindi non disperiamo. Un passo in avanti da fare è l’idea che l’adozione non avvenga solo per gratificare noi stessi con la compagnia di uno di questi piccoli capolavori della natura, ma anche per gratificare e soccorrere un animaletto in disperato bisogno di protezione.

Achab
Alice
Corfù