In questa stagione, ogni giorno riceviamo decine di telefonate di persone che, dopo aver letto il nostro sito, o perché ci hanno visitato sul posto, ci chiedono di accogliere gattini abbandonati. Se avessimo lo spazio e le possibilità finanziarie, ad oggi, e siamo solo alla fine di giugno, avremmo all’incirca 200 nuovi gattini qui a Torre Argentina. Avremmo riempito tutti gli spazi, assorbito tutte le energie e saremmo solo all’un per cento di quanto ci viene chieso nel corso dell’estate ed oltre.
Questo, purtroppo, non è possibile per una serie di buone ragioni.
1) Un gattino non vaccinato ha solo il 30% di possibilità di sopravvivere qui da noi. In un ambiente come il nostro, dove vivono dai duecento ai duecentocinquanta gatti, il virus della gastroenterite è onnipresente, vive nell’aria, e fa strage di piccoli. Lo diciamo per dolorosa esperienza. Fino a cinque anni fa eravamo più buonisti nell’accoglienza. Ci sembrava ingeneroso non cedere ad una richiesta di aiuto e protezione. La triste conseguenza di tanto buon cuore (a riprova del fatto che di buone intenzioni è lastricato l’inferno) era che i piccoli non vaccinati morivano a centinaia, nonostante le cure più assidue e più costose. Probabilmente per la strada, che è uno spazio aperto, avrebbero avute le stesse possibilità di sopravvivenza, se non superiori, Solo pochi, i più forti, arrivavano all’età in cui potevano essere vaccinati e definitivamente salvati. Nel frattempo vedevamo morire, di mala morte, dai tre ai cinque cuccioletti al giorno, senza poter fare niente. Non esiste cura contro la gastroenterite. Tentavamo di tutto, dagli antibiotici ai farmaci costosissimi che aumentano le difese immunitari, senza il benchè minimo successo. Esiste solo la prevenzione tramite vaccino, ma il vaccino non può essere inoculato se il gattino non ha raggiunto le nove settimane di vita. E’ chiaro che in una casa le possibilità di essere raggiunti dal virus sono infinitamente minori.
2) Noi non possiamo trasformarci in un lazzaretto dove accogliere indiscriminatamente creature destinate a morire, tanto per sollevare la coscienza di chi pensa di aver salvato un animale solo per averlo spostato da un luogo ad un altro. Se di posti come il nostro ce ne fossero almeno altri trenta qui a Roma, con una dotazione di almeno 30 volontari ciascuno, questo potrebbe anche accadere. Ma non è così.
3) La nostra politica, adesso, è quella di accogliere gattini solo se già vaccinati. Per poter soddisfare tutte le richieste avremmo bisogno di un’amplissima rete di persone disposte a tenere in casa i piccoli fino all’avvenuta completa vaccinazione (ovviamente a nostre spese). Questa rete di persone, nonostante i disperati appelli effettuati, non esiste o, se esiste, è limitata ai volontari che frequentano Torre Argentina, i quali sono ormai già saturi. Ognuno di noi ha in casa dai due ai quattro micetti ciascuno e non può prenderne di più. Siamo in pochi e non ce la facciamo più. Per quello che può valere, rinnovo l’appello a raggiungere la nostra famiglia di “genitori temporanei” senza peraltro nessuna speranza.
4) Chi trova dei gattini per strada, o nei cassonetti, o dovunque, a questo punto deve essere consapevole di dover dividere con noi la responsabilità e gli oneri del salvataggio, tenendo in casa i gattini sino al momento della avvenuta vaccinazione. Noi possiamo prenderli eventualmente dopo e a seconda delle disponibilità delle gabbie al momento, sperando che possano trovare un’adozione in seguito. Tenete conto comunque che a giugno, luglio, agosto settembre e ottobre NESSUNO vuole adottare gattini. I quali nel frattempo, crescono a vista d’occhio e in autunno/inverno sono diventati gattoni che quasi nessuno vuole più. Questa è la cruda realtà. Le nostre adozioni sono sempre numericamente inferiori alla quantità di gatti che accogliamo. Prima di togliere un gattino dal luogo in cui si trova (a meno ovviamento che non si tratti di un cassonetto, o il motore di una macchina od altre situazioni orripilanti) si pensi bene prima di cedere all’impulso del cuore. Il gattino potrebbe avere una madre, o una gattara che se ne prende cura. Cercare di informarsi prima di portarlo via. Spesso si può involontariamente fare più male che bene.
5) Ripeto ancora: le nostre possibilità, in confronto all’ampiezza del fenomeno del randagismo a Roma, sono limitatissime. L’unica cosa che possiamo fare a più non posso, che darà sicuramente frutti, ma solo col tempo, è consigliare, premere, raccomandare, pressare, martellare, direi quasi, imporre, la STERILIZZAZIONE più generalizzata possibile. Se volete sterilizzare un gatto, la nostra disponibilità sarà totale e completa. Solo così si potrà evitare di dover trovare dappertutto cucciolate indifese per le quali è quasi impossibile trovare aiuto, per il nostro e vostro sconforto.
6) Molti tra coloro che ci chiedono di accogliere i gattini, hanno fatto partorire in casa la propria gatta. Dal momento che la sterilizzazione non è ancora imponibile per legge (speriamo che lo diventi, come in molti Paesi già accade) costoro sono purtroppo liberi di farlo. A patto che non ci chiedano di ospitare qui i gattini frutto della loro incoscienza e mancanza di responsabilità. A queste persone viene riservato un trattamento piuttosto gelido, tanto per usare un eufemismo. Non se ne lamentino. Hanno fatto la cosa peggiore che potessero fare. Anche se riuscissero a trovare delle persone disposte ad adottare questi micetti, cosa molto, molto difficile, non avrebbero sicuramente, nella scelta dell’adottante, tutte le cautele che abbiamo noi. Sicuramente daranno via le bestiole al primo richiedente, senza prendere informazioni e senza ovviamente esigere che vengano sterilizzate. Il cinquanta per cento di questi gatti (lo dicono le statistiche) finiranno a loro volta sulla strada, perpetuando così la terribile catena del randagismo. Per non parlare delle malattie che potranno contrarre e delle orribili morti a cui andranno incontro. Chi non ha voluto far sterilizzare la propria gatta per avere il “piacere” di farle avere i cuccioletti e non riesce a trovare loro una casa, ha il dovere di tenerseli. Tenga presente che i cuccioletti a cinque mesi saranno già in grado di riprodursi a loro volta. Se non si vuole avere una colonia felina in casa, a questo punto la sterilizzazione sarà inevitabile. Solo che, invece di una sola sterilizzazione, ne saranno necessarie cinque. Non sarebbe il caso di farci un pensierino prima di arrivare ad una simile situazione ?
7) RICORDATEVI BENE CHE IL RANDAGISMO TRAE LE SUE ORIGINI DALLE CASE DOVE SI FANNO INCOSCIENTEMENTE PARTORIRE CANI E GATTI.
8) Non si contano le persone che ci chiamano per dirci che nel loro vicinato, nel loro giardino o quant’altro, è comparsa una gatta incinta. Questa gatta incinta è stata da loro generosamente ospitata (e chissà quanto si sono sentiti buoni e sensibili) fin quando non ha dato alla luce i gattini. Tutti si illudono che sia la cosa più facile del mondo sistemare i nuovi nati. Dopo la cocente delusione iniziano le richieste di accoglienza a Torre Argentina per i micetti che nessuno ha, ovviamente, voluto: in media una richiesta al giorno. Ebbene, queste persone dovrebbero sapere che una gatta incinta può essere sterilizzata, sino all’ultimo giorno di gravidanza. Che sarebbe stato molto meglio sterilizzarla che farle avere dei gattini senza alcun futuro. Torre Argentina, o qualsiasi altro rifugio, non può essere un futuro su cui fare conto. Che facendola partorire hanno fatto molto, ma molto male. Non arrabbiatevi. Non chiamateci spietati. Venite qui a Torre Argentina, non dico a lavorare, ma solo a guardare, per qualche giorno. Dopodiché uscirete sconvolti e pronti a sterilizzare tutto quello che si muove. Lo so che quello che diciamo per molti è un pugno nello stomaco. Non possiamo farci niente. Un conto è la realtà, e un conto sono i sogni e le utopie di chi in un gatto vede solo un batuffolo grazioso con cui giocare e non un essere senziente con la cui vita non si scherza e non si gioca.
9) NON FATE NASCERE CANI E GATTI: CE NE SONO TROPPI E NON CI SONO NE’ CASE NE’ RIFUGI PER TUTTI. E se seguita l’attuale situazione di crisi economica, probabilmente presto non ci sarà più nemmeno abbastanza cibo per tutti.
10) Naturalmente, gattini ciechi o menomati saranno accolti, pur rimanendo la difficoltà di trovare un genitore temporaneo anche per loro. Anche gatti adulti randagi, vittime di incidenti, verranno accolti, purché siano prima portati, da chi chiede l’accoglienza per essi, dal nostro veterinario che farà una diagnosi e programmerà una cura.
Chiediamo di non presentarsi qui con il gatto per chiederci un inutile consiglio sulla terapia. Noi non siamo veterinari. I nostri veterinari sono a vostra disposizione. Telefonateci prima, per avere tutte le informazioni. Il gatto riceverà presso di noi le cure prescritte dal veterinario, del tutto gratuitamente. In base ai tempi del suo recupero ed alle sue condizioni, si deciderà se potrà ritornare nel suo ambiente o rimanere presso di noi.
11) Alcuni pensano di ottenere un corsia preferenziale dicendosi disponibili a pagare per l’accoglienza. Non è assolutamente il caso. Noi non siamo mercenari. I nostri gatti vivono solo di carità. Ma è la carità di chi dà senza chiedere niente in cambio, esattamente come noi diamo accoglienza, quando possiamo, senza chiedere nessuna contropartita.
Grazie per aver avuto la pazienza di leggere queste indispensabili avvertenze.
I volontari di Torre Argentina